sabato 24 dicembre 2011

L'Italia, torna alla lira?

Leggo e pubblico, fonte dal sito.

La notizia è top secret – rivela la fonte che, per ovvie ragioni, ha preferito rimanere anonima – tanto che gliorgani di stampa tedesca lo sanno ma non lo dicono per evitare crisi di panico nei mercati. Dal 28 novembre nella zecca di Berlino e nelle altre zecche tedesche abbiamo smesso di stampare Euro e abbiamo ripreso a stampare i marchi”.

E L'Italia tornerà ad avere le lire? Sono in tanti a sperarlo, economisti o semplici cittadini che imputano all'euro lo svuotamento dei propri portafogli. Per il momento se ne è solo discusso, ma l'idea potrebbe prendere corpo. Almeno così sembra visto che due banche di caratura mondiale "hanno preso delle misure" per ritornare ad effettuare transazioni in vecchie valute della zona euro tra cui lira, dracma e escudo. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti ben informate. Le banche in questione hanno già contattato Swift, l'azienda belga che gestisce i sistemi per le transazioni finanziarie internazionali, per avere la tecnologia e i codici necessari, riferiscono le fonti. Un portavoce di Swift ha detto al quotidiano finanziario che l'azienda è pronta a fare tutto quanto sarà necessario per garantire il regolare svolgimento delle transazioni, ma che "non è il caso fare commenti su questioni specificamente legate alla zona euro". Secondo il Wall Street Journal, le banche stanno studiando tutti gli aspetti del possibile impatto che avrebbe l'uscita di uno o più paesi dalla zona euro.

mercoledì 7 dicembre 2011

La CASTA della Politica Italiana - STORIE di FANPAGE


I politici italiani sono realmente dei privilegiati o si tratta di una bufala? Fanpage ha analizzato i dati del parlamento italiano.

continua su: http://www.fanpage.it/storie/la-casta/#ixzz1fsKeGCWF
http://www.fanpage.it

domenica 30 ottobre 2011

GOVERNATORI REGIONALI_ECCO QUANTO GUADAGNANO


Quando si parla di soldi, per i governatori delle regione italiane non c’è nessuna distinzione tra destra , sinistra o centro, i soldi sono soldi e guai a toccar(glie)li, alcuni dati:

- Cappellacci (Pdl) governatore della Sardegna, ogni mese gli spettano 14.644,42 euro tra stipendio base 7.289 euro e rimborso minimo delle spese forfetizzate 7.355 euro.

- Nichi Vendola, (Sel) governatore della Puglia, arriva a 14.565,73 euro: poco meno di 5mila euro di stipendio base mensile, più un rimborso forfettario che può andare da 7.744 a oltre 9.600 euro. Come minimo, dunque, ogni mese può incassare 12.715,65 euro.

- Raffaele Lombardo, (Mpa), governatore della Sicilia, 14.193,25 euro, tra retribuzione base 10.293,77 euro e rimborsi compresa tra 3.841 e 3.900 euro.

- Roberto Cota, Lega Nord, governatore del Piemonte, 13.049,73 euro, la cifra base è di poco inferiore agli 8mila euro, 5.506 euro di stipendio e 2.422 euro di rimborsi forfettari minimi, possono però arrivare fino a 7.543 euro.

- Renata Polverini, governatore del Lazio, ex sindacalista dell'Ugl che ha raccolto voti con la Lista Polverini, può contare su uno degli stipendi base più alti d'Italia (secondo solo a quello di Lombardo), pari a 8.250 euro netti. E a fine mese può riscuotere complessivamente 11.753,11 euro (il rimborso forfettario minimo coincide con quello massimo, pari a 3.503,11 euro).

- Roberto Formigoni, Pdl, governatore della Lombardia dal 1995, 11.739,74 euro mensili, ripartiti tra un importo base netto di quasi 6mila euro e un forfait che in ogni caso è pari ad altri 5.800 euro circa.

- Stefano Caldoro (Pdl), governatore della Campania, 5.247,11 euro come cifra base e da altri 6.085,89 euro come rimborso forfetizzato, per un ammontare complessivo di 11.333 euro.

Ultimo/a della classifica, ma non da meno, Catiuscia Marini (Pd), governatrice umbra, anche se eletta nel 2010, prende 7.603,52 euro al mese, 3.718 euro circa di stipendio base netto e 3.885 euro di rimborsi spese a forfait.

Tutti i dati completi.

mercoledì 12 ottobre 2011

15 ottobre 2011.


Tutti uniti per protestare contro il bipartitismo che non li rappresentava, contro il sistema bancario, contro il sistema corrotto, contro i politici di destra e di sinistra, contro i privilegi dei politici.

sabato 20 agosto 2011

MANOVRA ECONOMICA, SEMPRE SACRIFICI AI CITTADINI, E LA CHIESA?



La manovra economica in corso di approvazione da parte del governo richiede sempre sacrifici ai cittadini.

In questo momento di difficoltà dei conti pubblici si torna a parlare da parte dell’opinione pubblica italiana, la solita questione: quello riguardo i benefici economici che lo Stato assicura già da molti anni alla Chiesa cattolica attraverso riduzioni delle imposte e diverse altre forme di contributi.

La Chiesa cattolica usufruisce di forti agevolazioni fiscali.

La Chiesa cattolica italiana non ha mai pagato l’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) sui beni immobiliari che utilizzava per fini non commerciali, come previsto già dal decreto legislativo che introdusse la tassa nel 1992 e con un risparmio per la Chiesa che venne stimato dall’associazione dei comuni italiani in diverse centinaia di milioni di euro l’anno.

La Chiesa usufruisce dell’esenzione anche per strutture turistiche, alberghi, ospedali, centri vacanze, negozi: è sufficiente la presenza di una cappella all’interno della struttura. Il risparmio annuo per la Chiesa – e la perdita netta, per il fisco italiano – si avvicina ai due miliardi di euro. La legge in questione è da tempo oggetto di indagini da parte dell’Unione Europea.

Il Vaticano, anche se la loro sede di lavoro è in territorio italiano, non ha mai pagato l’IRPEF (la tassa sul reddito delle persone fisiche).

Oltre a molte esenzioni fiscali, lo Stato italiano dà direttamente o indirettamente molti fondi alla Chiesa cattolica per le sue attività religiose, caritative e educative, per esempio: l’otto per mille e altri finanziamenti.

Tutti i cittadini che presentano la dichiarazione dei redditi possono scegliere la destinazione dell’otto per mille dell’IRPEF tra sette opzioni: lo Stato italiano, la Chiesa cattolica, l’Unione delle Chiese cristiane avventiste del Settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia oppure l’Unione Comunità Ebraiche Italiane.

Addirittura la più curiosa è la fornitura idrica gratuita alla Città del Vaticano, prevista dall’articolo 6 del Trattato tra il Vaticano e il Regno d’Italia del 1929 (accordo non toccato dalla revisione del Concordato del 1985).

E TEMPO CHE LA CHIESA CATTOLICA PAGHI LE TASSE, E FARE LA PROPRIA PARTE.

E ORA DÌ FINIRLA.

giovedì 18 agosto 2011

lunedì 15 agosto 2011

Gli stipendi dei parlamentari.

Su un sito di qualche tempo fa c’era un artico che spiegava come, di recente, il Parlamento abbia votato all’unanimità e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.

La mozione è stata camuffata in modo da non risultare nei verbali ufficiali.

Ecco gli stipendi dei parlamentari italiani

  • STIPENDIO Euro 19.150,00 al mese
  • STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
  • PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
  • RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
  • INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
  • TUTTI ESENTASSE

Più

  • TELEFONO CELLULARE gratis
  • TESSERA DEL CINEMA gratis
  • TESSERA TEATRO gratis
  • TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis
  • FRANCOBOLLI gratis
  • VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
  • CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
  • PISCINE E PALESTRE gratis
  • FS gratis
  • AEREO DI STATO gratis
  • AMBASCIATE gratis
  • CLINICHE gratis
  • ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
  • ASSICURAZIONE MORTE gratis
  • AUTO BLU CON AUTISTA gratis
  • RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)

Incassano circa 103.000,00 Euro con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio).

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO!

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